Nucleare“Allarmato da ciò che mi raccontano nei miei giri sul territorio tanti sardi, avevo convocato da giorni una conferenza stampa per denunciare la strisciante situazione sul nucleare in sardegna.
Oggi, per dare più spazio all’ iniziativa dei consiglieri del centrosinistra, ho deciso di sospenderla per dare più voce e spazio ad una posizione nella quale mi riconosco appieno.
Ma inizio a temere che non basterà neppure questo a bloccare un meccanismo che è già partito e che ha il deliberato obbiettivo di mettere i sardi di fronte al fatto compiuto.
Da più parti continuano a evidenziarsi segnali a dir poco inquietanti. Nella stampa sono gli stessi rappresentanti degli organismi preposti alla individuazione dei siti a definire sempre più assiduamente e sfrontatamente la Sardegna come il più probabile degli obbiettivi. Le interviste si contano ormai numerose.
La trappola per noi sardi è sempre la stessa, si fa melina e intanto si va avanti alle nostre spalle e sulla pelle nostra e dei nostri figli.
E ho paura che il centrodesta isolano questa volta, al di la della pura forma e di un’ indignazione di facciata, sia connivente con il Governo.
Quale fiducia possiamo avere in un Governo regionale e in rappresentanti a Roma, che rispondono direttamente allo stesso capo che ha già deciso il futuro nucleare della nostra isola? Anche il meccanismo è sempre lo stesso, il Ministro Scajola, interrogato ci dice che non c’è niente di sicuro e che si vedrà, la Regione (dopo mirabolanti promesse elettorali) non proferisce più verbo sull’argomento. Ma l’unica cosa sicura è che da agosto è entrata in vigore la Legge Sviluppo. Che i sardi lo sappiano, è iniziato il count down. Fra 6 mesi il Governo definirà -di fatto- per decreto la scelta dei siti dove costruire le centrali e dove stoccare le scorie. E ho paura che noi saremo tra i primi della lista.
Bisogna che tutti i cittadini sardi siano messi al corrente di quello che accadrà fra soli sei mesi e di quello che -di fatto- sta già accadendo.
Per questo sto già organizzando una serie di iniziative (fra cui una petizione pubblica) che saranno note nei prossimi giorni e che hanno lo scopo di portare sul territorio questo problema, e di dare modo a tutti i cittadini di esprimersi e di unirsi per farsi sentire una volta per tutte.
Per di più, come candidato alla segreteria del Pd sardo, ritengo che sia doveroso includere questa vicenda nel dibattito di un congresso fondamentale come sarà quello che ci aspetta. Questa deve essere anche un’occasione e non una semplice coincidenza. Un’ occasione per fare di questo congresso, un vero congresso fondativo, che definisca una volta per tutte una posizione unica, unitaria e definitiva su un tema tanto sensibile. Proprio per questa ragione, chiederò anche a tutti gli esponenti pd e in particolare agli altri candidati alla segreteria, di unirsi in questa battaglia, perchè il Pd può essere davvero utile alla Sardegna soltanto se saremo tutti uniti.”

Dall’art 25 della Legge Sviluppo entrata in vigore nello scorso 15 agosto

“Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge….. uno o più decreti legislativi di riassetto normativo recanti la disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di impianti di fabbricazione del combustibile nucleare, dei sistemi di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché dei sistemi per il deposito definitivo dei materiali e rifiuti radioattivi…