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Per chi vuole leggerli ci sono evidenti avvisi ai naviganti.
Penso sarebbe un errore politico imperdonabile non dare il giusto peso agli elettori che si sono voluti esprimere andando a votare in un numero pari ai votanti dei due principali partiti.
Al netto di ogni giudizio, restano tutte le problematiche di modernizzazione e semplificazione della pubblica amministrazione regionale.
Il dibattito di queste ore sulla presunta assenza dei partiti dal confronto referendario è stucchevole ma in ogni caso non può riferirsi al Pd. Sempre che non si pretenda che su argomenti sui quali ci sono differenze radicali tra esperti e costituzionalisti si debba parlare con una voce unica.
Il Pd è il partito
In un momento drammatico come questo, come dice la Presidente dell’assemblea, il Partito Democratico in Sardegna si sta occupando di altro, di vincere le elezioni amministrative e di costruire una alleanza regionale e un programma per dare risposte a chi sta pagando la crisi economica e l’immobilità di certa politica.
Dispiace quindi che la Presidente dell’assemblea pensi che portare all’onore delle cronache una questione interna possa contribuire a dare risposte…
Il segretario del Pd scrive al presidente Cappellacci: dopo che il Governo ha fissato la data del primo turno delle amministrative per il 6 maggio occorre riflettere se mantenere la data dei referendum del 10 giugno unendo in quella giornata il rpimo turno delle amministrative.
I rischi di un calo di partecipazione sono tanti e vanno evitati per il bene della democrazia in Sardegna.
Le primarie sono un confronto tra candidati del centrosinistra e non tra partiti o componenti interne, lo hanno capito prima di tutto i cittadini in questi ultimi anni. E mentre il centrodestra si attarda su metodi tradizionali, il centrosinistra chiama gli elettori a dare un giudizio sulle risorse umane di valore di cui dispone per il governo delle città…
La crisi finanziaria, economica e sociale che sta colpendo milioni di donne e di uomini è figlia del fallimento delle politiche che nell’ultimo trentennio hanno fatto crescere l’ingiustizia e la diseguaglianza, e della vecchia ideologia ottocentesca che le veicolava, quella del liberismo sfrenato.
Ecco perché sta crescendo nel mondo la consapevolezza che senza uguaglianza e senza giustizia non si costruiscono società democratiche e coese, libere per tutti e…